IL DISCERNIMENTO PER L’ELEZIONE DELLA SUPERIORA GENERALE E IL CONSIGLIO

 

LIBERTA’ INTERIORE

La libertà interiore sembra contenere un paradosso: lavorare il più duramente possibile e mettere tutta la mia energia nel pensare, fare domande, pregare, riflettere – come se dovessi, da sola, prendere le decisioni sulle elezioni – e allo stesso tempo essere in grado di lasciare andare tutte le mie idee, e seguire, e lasciare che Dio faccia tutto il lavoro, se Dio sembra indicare una direzione diversa da dove sono andati i miei pensieri.

 

ATTACCAMENTI SMISURATI

Forse è bene guardare alcuni esempi concreti di “attaccamenti smisurati”. Un attaccamento eccessivo o una mancanza di libertà potrebbe derivare da un pregiudizio contro un paese, una persona, uno stile di leadership, una lingua. Forse una volta siamo stati feriti da qualcuno, o forse c’è qualcosa che non ci piace di un paese, una lingua, una persona. Forse c’è semplicemente una storia che abbiamo sentito ripetere su una persona o una situazione…..tante cose possono impedirci di pensare liberamente e con amore e di essere aperti.  Spesso possiamo avere idee fisse su qualcosa – reazioni molto prevedibili. Se c’è molta emozione nelle nostre reazioni – di solito c’è una certa mancanza di libertà da scoprire. Se scopriamo pregiudizi e antipatie o risentimenti o mancanza d’amore – questo è un bene – perché significa che abbiamo la possibilità di crescere in libertà. Essere prevenuti non è essere cattivi, significa semplicemente che possiamo crescere e diventare più lucidi, abbiamo la possibilità di cambiare gli occhiali prima delle elezioni! Il passo importante è il riconoscimento davanti a Dio della nostra visione limitata e l’abbandono, per quanto possibile, dei nostri blocchi. Ammettere l’ostacolo per noi stessi è già un primo e grande passo. È come essere peccatore – una volta che sappiamo di essere peccatori, allora possiamo essere perdonati. 

COSA FARE CON LA MANCANZA DI LIBERTA’

Riconoscerla davanti a Dio –   riconoscendo, se possibile, la causa e la ragione di fondo. Ammettere e aiutare se stessi a rendersi conto di quanto sia limitata la visione. (Ad esempio, pregiudizio nei confronti di un paese quando si conoscono una o due persone del paese!)

Se c’è qualcuno su cui si ha un pregiudizio: scrivere obiettivamente – i “vantaggi e benefici“, se fosse eletta, gli “svantaggi e pericoli” se fosse eletta. In modo che questa riflessione passi da semplici sentimenti e reazioni istintive a qualcosa di più oggettivo. (Vantaggi, benefici, svantaggi, pericoli – il linguaggio di Ignazio di Loyola)

Fate la stessa cosa se siete assolutamente sicure che una certa persona dovrebbe essere eletta. Riconoscete la vostra preferenza, ma nello spirito della ricerca della volontà di Dio, scrivete i pro e i contro – i vantaggi e gli svantaggi per l’intera situazione dell’Istituto.  Se la persona di vostra scelta non viene eletta, sarete in grado di trovare la pace davanti a Dio? Tutto questo è il lavoro per arrivare alla libertà interiore.  Quindi sì, probabilmente avremo una preferenza al momento dell’elezione; e con questa preferenza deve essere presente anche la disponibilità a continuare ad ascoltare la voce di Dio attraverso tutto ciò che accade.

 

ALCUNI AIUTI IN PIU’ PER FARE UNA BUONA SCELTA

  • Se questa fosse la fine della tua vita – cosa vorresti aver fatto?
  • Se questo fosse il giorno del giudizio – cosa vorresti aver fatto?
  • Pensa a quanto di questa scelta è per la tua soddisfazione, e in che misura è solo per la gloria di Dio.

 

LIBERTA’ E RESPONSABILITA’:

Liberta’ limitata – non siamo totalmente liberi, né totalmente non liberi – l’importante è la qualità del dono di noi stessi a Dio, nella misura della nostra liberta’. Dio userà la nostra libertà nella misura in cui gliela consegneremo.  Se ho una piccola quantità di libertà, ma io la do tutta – questa è la cosa importante se ho molta libertà – la do tutta.

Responsabilita’ limitata: non siamo responsabili delle circostanze che ci circondano (biologiche, fisiche, psicologiche, sociologiche), ma siamo responsabili della posizione che prendiamo nei loro confronti, dice Victor Frankl, nel suo libro “La ricerca di senso dell’uomo”. Siamo responsabili della scelta della vita e della creazione del presente in qualche modo. Ognuno di noi ha delle responsabilità – gradi diversi a seconda dei nostri doni, esperienze precedenti, comprensione, competenze, ecc….. – e l’esperienza di ognuno di noi è vitale e cruciale per il processo di elezione e discernimento.

TIMORI

Forse dovremmo dire qualcosa sulle paure! Probabilmente ci sono molte paure nel gruppo – forse alcune di noi hanno tutte queste paure allo stesso tempo! Paure che derivano da un sentimento di inadeguatezza, mancanza di esperienza, mancanza di conoscenza, difficoltà di carattere e temperamento, e sentirsi fuori dalla propria profondità……………tutti questi sono sentimenti dolorosi – sì – ma sentimenti normali!  E’ importante in questi giorni riconoscere questi sentimenti e chiamarli per nome.  Non vergognatevi di loro – non sono né buoni né cattivi – sono solo lì. Sono importanti semplicemente perché potrebbero diventare blocchi e potrebbero consumare la nostra energia – energia di cui abbiamo bisogno per il lavoro del processo elettorale. Forse il modo migliore per affrontarli è riconoscerli come parte della normale sofferenza e croce di questi giorni – il chicco di grano che deve morire perché la nuova vita possa venire in Dio.

 

CONCLUSIONE

Forse potremmo prendere coraggio dai pani e dai pesci del Vangelo.  Non c’era quasi nulla, era quasi inutile provare, come mai Dio avrebbe potuto usare un’offerta umana così povera?   Ma i pani e i pesci non erano solo importanti – erano fondamentali per la storia dell’alimentazione dei 5000 presenti. Erano gli “ingredienti” del miracolo. Dio ha bisogno del nostro contributo, qualunque cosa ne pensiamo, e comunque giudichiamo il nostro contributo.  Solo quando i pani e i pesci sono messi a disposizione, il miracolo avviene. Sarà lo stesso qui. Il contributo di ciascuno è vitale – sia che abbiamo molti o pochi anni di esperienza nei Capitoli e nel governo della Congregazione.

O la Samaritana: notiamo come Gesù la porta pazientemente a lasciar andare tanti strati di pregiudizi, incomprensioni, peccati, confusione – tanti attaccamenti smisurati che le impediscono di essere libera. Alla fine lascia persino la sua preziosa brocca d’acqua – così ansiosa di andare a diffondere la buona notizia. Che bel itinerario verso la “libertà interiore”! E ciò che è meraviglioso nella sua storia è che nella misura in cui ogni strato si stacca – così Gesù le rivela qualcosa di nuovo su se stessa – questa donna che ai nostri occhi è la più “indegna”. Di cosa ho bisogno per vivere liberamente questi giorni e per essere “buona notizia” per le miei compagne in questo processo elettorale?

 

RIFLESSIONE PERSONALE

  • Ho notato in me, durante la preparazione e in Capitolo, momenti di mancanza di libertà, di pregiudizio, di chiusura in me stessa….Ricordo cosa è successo? Cosa mi ha aiutato ad essere più aperta?
  • Mi sento pronta per le elezioni nel mio io più profondo? Se no, dove ho bisogno dell’aiuto di Dio?
  • Trascorrere del tempo offrendo a Dio “pani e pesci” della mia disponibilità. Nominare davanti a Dio i doni e le qualità che porto al processo elettorale – e affidare a Dio le infedeltà e gli altri blocchi di cui sono consapevole…..
  • Trascorrere del tempo con la donna samaritana e con Gesù che si rivela a lei. Gesù ha una parola anche per me oggi.