Carlo Acutis

«un ragazzo normale, che ha reso straordinario l’ordinario»

In vista della beatificazione, il 10 ottobre ad Assisi, il direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile don Alfredo Tedesco scrive ai giovani di Roma: «Vi assicuro che siete dei capolavori, perché ciò che il Signore ha visto in Carlo lo vede in ciascuno di voi»

Un ragazzo. Un adolescente di 15 anni. La Chiesa si prepara a indicare come modello di santità Carlo Acutis, nato in Inghilterra nel 1991 e morto di leucemia nel 2006. Domani, 10 ottobre, il cardinale Agostino Vallini lo proclamerà beato, alle 10.30 nella basilica superiore di San Francesco, ad Assisi (la celebrazione sarà trasmessa anche da Tv2000). E la diocesi di Roma «si unisce spiritualmente in preghiera», scrive in una lettera indirizzata a tutti gli adolescenti e giovani di Roma don Alfredo Tedesco, dal 1° settembre alla guida del Servizio per la pastorale giovanile del Vicariato.
«Riferimento e guida»: il sacerdote racchiude in queste due parole la descrizione di Carlo. E ai giovani ricorda che «siete ognuno “un capolavoro di Dio”, anche se vivete un’età in cui tutti sembrano giudicarvi, destinatari di aspettative troppo alte o di nessuna aspettativa, perché considerati buoni a nulla. Vi assicuro – prosegue – che siete dei capolavori, perché ciò che il Signore ha visto in Carlo, lo vede in ciascuno di voi». Di qui l’invito a «rimanere voi stessi, lasciare che quelle perle nascoste che avete nel cuore possano finalmente risplendere davanti a Dio e al prossimo. Tu sei santo se ti affidi a Dio e lasci che Lui scolpisca ciò che hai dentro». Come aveva intuito Acutis: «Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie».
A quanti sono adolescenti e giovani oggi don Alfredo ricorda la quotidianità di Carlo, «un ragazzo normale» che «ha reso straordinario l’ordinario, visibile l’invisibile. Faceva quello che fate voi – scrive -: studiare, avere degli amici, amare lo sport e la natura, il web e i social; ma c’era un segreto che dava sapore a tutto questo: l’amicizia con Gesù». In particolare, quella «autostrada per il Cielo» che è l’Eucaristia; Cielo che però «può essere vissuto già su questa terra, mostrando a tutti la gioia che viene dallo Spirito Santo», evidenzia ancora il direttore della Pastorale giovanile.
Di Carlo, ancora, don Tedesco addita come modello la vita di preghiera e la capacità di entrare in «una relazione autentica con tutti, in particolare con i più poveri e con chiunque avesse bisogno di aiuto tra i suoi coetanei». Quindi l’invito a partecipare via web – «dati i protocolli anti-Covid» – alla beatificazione e agli appuntamenti collegati. «Il corpo di Carlo – ricorda – sarà esposto nel Santuario della Spoliazione di Assisi fino al 17 ottobre. Io andrò in forma privata in quei giorni; anche voi – è l’invito – potete organizzare un piccolo gruppo con la parrocchia».
Da ultimo, un’anticipazione: «In questi giorni ho avuto il piacere di parlare con Antonia, la mamma di Carlo e si è mostrata disponibile ad una testimonianza in presenza per tutti i giovani di Roma. Non so ancora darvi dettagli tecnici, ma cercheremo di organizzarci e comunicarvi per tempo tutte le informazioni». E non solo: nel mese di maggio, annuncia don Alfredo, sarà probabilmente esposto nuovamente il corpo di Carlo e «sarebbe bello andare tutti insieme ad Assisi».

(RomaSette – 9 ottobre 2020)