Educazione e confessione

A cura di Guido Gatti

Catechesi della Confessione
La Scuola, Brescia 1963, pp. 318

Non è tanto un’opera di didattica catechistica quanto di pastorale educativa sulla Confessione. L’idea-base è la necessità che la Confessione rappresenti nella vita del Cristiano il culmine e il vertice di un processo che deve essere abituale, tanto da formare una delle dimensioni essenziali della vita cristiana: il processo del progressivo e continuo rinnovamento, del ritorno all’amore di Dio, in una parola della morale cristiana non solo precettistica ed estrinsecista (morale = difesa e sviluppo dei valori intrinseci della creazione) e religiosa (morale = risposta d’amore all’amore di Dio) oltre che costruttiva e perfettiva (impegno in un lavoro di costruzione e perfezionamento che non ha limiti).
Una morale così non può essere presentata solo in funzione o in occasione della Confessione, ma autonomamente, come abituale ed autonomo deve essere l’esame di coscienza, sganciato dal subordinamento alla Confessione, da formulari minimisti e superficiali e inserito in quella costante tensione di rinnovamento che è la Penitenza-virtù.
Inseriti in questo processo abituale (e non più visti solo come atti necessari per la validità del sacramento) devono essere pure il dolore e il proposito. La Confessione stessa non deve essere elemento di routine o peggio di imposizione ma deve sgorgare spontaneamente da questo atteggiamento interiore di penitenza che deve essere in primo piano nell’intenzione dell’educatore. E l’opera educativa, svolta nella Confessione stessa deve far appello più che a delle imposizioni alle naturali ed interiori energie di bene del giovane che devono essere valorizzate e sviluppate come insostituibili molle del progresso morale. Queste per sommi capi le idee svolte.
Molte delle cose dette e dei suggerimenti indicati sono stati pensati per fanciulli che si preparano alla prima confessione; alcuni capitoli sono interamente dedicati a questa preparazione; questo spiega anche lo stile, qua e là dimesso e un po’ ingenuamente esemplificativo. Ma i principi sono validissimi e fondamentali per ogni età e tutta la trattazione è originale e geniale. Un efficace rinnovamento della prassi penitenziale mi pare non dovrebbe prescinderne.