Introduzione

Il Sinodo Amazzonico,figlio della Laudato Sj

 

Card. Michael Czerny, S.J. Sottosegretario, Sezione Migranti e Rifugiati

Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

Avete aperto mai Google Maps e, partendo dallo spazio, avete mai continuato ad andare avanti giù, giù, giù verso un continente, un paese, una città, una strada e infine la vostra casa?  Indubbiamente, ogni livello racchiude un proprio fascino e una certa verità, ma possiamo forse negare la sensazione di grande soddisfazione che avvertiamo raggiungendo la realtà, la concretezza, l’hic et nunc della vita dove trovano le loro radici tutte le nostre esperienze, le nostre relazioni, i nostri progetti, i nostri desideri, i nostri impegni, l’amore, la fede e le nostre speranze?

Ed allora oggi vogliamo fare un viaggio, o un’odissea, secondo la tecnica di Google Maps. Iniziamo dall’alto, dal contesto decisivo, definitivo e omnicomprensivo per la Chiesa e per la vocazione di ciascuno di noi: il Concilio Vaticano II.  In seguito, scenderemo a un punto di vista che abbraccia fede e ragione, spirito e intelligenza, cioè alla visione veramente cattolica di Laudato Sì.   Ebbene, secondo il suo autore, Papa Francesco, Laudato Sì ha generato da poco un figlio, il Sinodo speciale dei Vescovi per tutto il bacino amazzonico, il cui tema è: Amazzonia, nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale. Ed ecco che, finalmente, ci avviciniamo alla nostra casa, per vedere quali siano le nuove strade che la Chiesa sta cercando di tracciare sul nostro territorio.

Il Concilio Vaticano II

Nel settembre del 2018, in una riunione dei gesuiti a Vilnius, un giovane gesuita chiese a Papa Francesco cosa si attendesse dalla Compagnia di Gesù. E il Santo Padre rispose: “Quello che oggi bisogna fare è accompagnare la Chiesa in un profondo rinnovamento spirituale. Io credo che il Signore stia chiedendo un cambiamento nella Chiesa… 50 anni fa il Concilio Vaticano II ha detto chiaramente: la Chiesa è il popolo di Dio. (Lumen gentium 12). Sento che il Signore vuole che il Concilio si faccia strada nella Chiesa. Gli storici dicono che affinché un Concilio sia applicato sono necessari 100 anni. Siamo a metà strada. Dunque, se volete aiutarmi, agite in modo da portare avanti il Concilio nella Chiesa”.1

Ogni domenica professiamo la nostra fede: “Credo in una Chiesa santa, cattolica e apostolica”.   Ma queste qualità come si manifestano sempre di più nella mia vita

1 Papa Francesco. Incontro con i Gesuiti. Nunziatura di Vilnius, 23 settembre 2018.

quotidiana, di religioso/a, di componente di una famiglia, di professionista o di operaio, di cittadino e di membro attivo della società?

Il Concilio Vaticano II è stato convocato proprio per rispondere a questi interrogativi, e non per definire un dogma o per difendere una dottrina, ma per spiegare e applicare gli insegnamenti della Chiesa alle continue mutevoli situazioni del mondo moderno. Per questo fu chiamato “pastorale”.  Il Vaticano II fece una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea.  E per questo esortò tutti i membri della Chiesa “ad un processo di riforma missionaria”, che è continuo, e ancora da compiersi2.

Il Vaticano II ha promosso la riforma o rinnovamento del Popolo di Dio nel mondo (LG 9, 13, 17). Lo Spirito Santo, il Santificatore, rinnova e ringiovanisce la figura storica della Chiesa pellegrina (UR 4, AG 5) nel suo cammino o percorso verso la pienezza del Regno di Dio (LG 48, GS 45). I padri del Concilio hanno dichiarato di voler essere fedeli al Vangelo di Cristo, per servire da pastori il mondo contemporaneo e progredire nell’unità dei cristiani3.

Ciò che ho imparato da Papa Francesco è che per lui “pastorale” va molto oltre il significato di “parrocchiale”.  Certo, le pecore che troviamo oggi nel nostro gregge hanno bisogno di una cura umile, energica, coraggiosa e capace di sacrificio. Ma molte si sono perse nelle periferie: alcune si sono allontanate dai pascoli sicuri ed altre hanno conosciuto solo pericoli e povertà. Agendo come un ospedale da campo, la Chiesa deve uscire ed andare tra loro, e noi suoi ministri dobbiamo sentire su di noi l’odore delle pecore.

Papa Francesco invita tutta la Chiesa e ogni singola Chiesa ad entrare “in un risoluto processo di discernimento, purificazione e riforma” (EG 30); e questo richiede molto coraggio per parlare e condividere, ma ancor più per ascoltare.

Spero di aver risvegliato in voi, con questa breve introduzione, il desiderio di far ritorno al Concilio, di rileggerlo, conoscerlo, amarlo e metterlo in pratica. Il magistero di Papa Francesco, e in particolare Laudato Sì, rappresentano una splendida attualizzazione del Concilio per i nostri tempi.

Laudato sì

Dal Vaticano II sfrecciamo in basso nell’atmosfera della nostra casa comune, dove c’è ancora molta bellezza, ma dove la scienza rileva segni di deterioramento e di pericolo…

Nonostante le prime impressioni, Laudato Sì non è e non dovrebbe essere considerato

semplicisticamente come un  documento  “verde”,  ma  piuttosto  come un’enciclica

2 Papa Francesco. Enciclica Laudato Sì, Sulla cura della casa comune, 2015, n.3. D’ora in poi L.S. e il numero del

paragrafo.

3 Carlos Galli. “Revolución de la ternura y reforma de la Iglesia”, (Medellín), (enero-abril, 2018), 78-9.

sociale completa. Papa Francesco spiega che “un vero approccio ecologico diventa sempre più un approccio sociale; deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (LS

49).” C’è una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le strategie per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire dignità agli esclusi e nello stesso tempo prendersi cura della natura (LS 139). La protezione e la promozione della dignità umana sono inseparabili da un impegno a favore dell’ecologia integrale.

Solo una lucida consapevolezza della pervasiva interconnessione di tutti gli esseri viventi e di tutti i sistemi umani e naturali – di tutto il Creato! – permetterà “di individuare le vie più adeguate a risolvere i problemi più complessi del mondo attuale, soprattutto quelli relativi all’ambiente e ai poveri, che non possono essere affrontati a partire da un solo angolo di visuale o da una sola categoria di interessi” (LS 110).

Nel titolo di Laudato Sì è eloquente la frase ‘sulla cura della casa comune’: colpisce ed è bella, mentre la nozione ‘chiave’ dell’enciclica, ecologia integrale, non è così ovvia, così coinvolgente, potrebbe non illuminare immediatamente, e ancor meno motivare.

Tutti ora sappiamo, più o meno, cosa vuol dire ‘ecologia’. L’aggiunta della parola

‘integrale’  dà  all’espressione  un’accezione  impegnativa  e,  perfino,  sconcertante.

‘Integrale’ significa generalmente ‘completo’ e significa l’unità del ‘tutto’. Indica che sono inclusi e presenti tutti gli elementi essenziali, non ne manca nessuno, e questi elementi essenziali sono armoniosamente collegati o combinati all’interno del tutto. Suggerisce anche che si possiede integrità, e quindi si è autenticamente, correttamente fedeli alla propria natura. Allo stesso tempo ‘integrale’ nega l’esclusione o la riduzione o l’isolamento. ‘Integrale’ ha, in genere, un senso positivo e aggiunge valore. L’aggettivo ‘integrale’ dà all’idea di ecologia maggiore ampiezza e spessore.

Con le parole stesse del Papa:

   “Un’ecologia integrale… comprende chiaramente le dimensioni umane e

sociali” (LS 137) come pure le dimensioni naturali ed economiche (LS 138).

    “Un’ecologia integrale è inseparabile dalla nozione di bene comune, un principio che svolge un ruolo centrale e unificante nell’etica sociale” (LS

156); questa visione più ampia si estende anche “alle future generazioni” (LS

159).

   “Un’ecologia integrale richiede di dedicare tempo per recuperare la serena armonia con il creato, per riflettere sul nostro stile di vita e i nostri ideali, per contemplare il Creatore, che vive tra di noi e in ciò che ci circonda, e la cui presenza ‘non deve essere costruita, ma scoperta e svelata’” (LS 225, Evangelii Gaudium 71).

spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo” (LS

230, invocando l’esempio di Santa Teresa di Lisieux).

L’ecologia integrale rappresenta una nuova sintesi della Dottrina Sociale della Chiesa. Per poter apprezzare questo punto, è utile riferirsi alla Rerum Novarum, enciclica scritta da Papa Leone XIII nel 1891, considerata il punto di partenza del moderno pensiero sociale cattolico. Di fronte agli eccessi dell’inizio della rivoluzione industriale, il Papa era allarmato dalla constatazione che i lavoratori fossero considerati ‘cose’, mere unità di produzione.  Per combattere questa degenerazione insistette sul dovere di trattare i lavoratori come persone con diritti, essenzialmente legati nella loro dignità alla famiglia, alla comunità e alla spiritualità.

Vorrei suggerire un parallelo: Papa Francesco osserva gli eccessi dello sfruttamento industriale, le rigidità del pensiero tecnocratico, l’avidità finanziaria e consumistica e l’indifferenza sociale; tutto ciò porta ad un’enorme diseguaglianza e ad un’emarginazione crudele, che si manifestano contemporaneamente al riscaldamento globale e al depauperamento della natura. E chiede, in risposta, un atteggiamento nuovo nei riguardi della natura e dell’ambiente sociale. L’obiettivo dell’ecologia integrale, fondato su pensiero e azione, – una nuova sintesi – vuole con successo avere cura della nostra casa comune nelle sue dimensioni sociali e materiali (naturali). L’ecologia integrale è, quindi, un paradigma relazionale che offre l’articolazione fondamentale dei legami che rendono possibile il vero sviluppo umano.

E questo perché “il futuro dell’umanità non è solamente nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e dell’élite. Il futuro è fondamentalmente nelle mani dei popoli,

e nella loro capacità di sapersi organizzare.  E’ con le loro mani che possono guidare,

con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamento”.4

I cambiamenti per rimettere le cose a posto non verranno solo dallo Stato e da trasformazioni o istituzioni strutturali, come si pensò che potesse avvenire nel XIX e nel XX secolo. Anche noi, come persone e cristiani, possiamo, nella nostra situazione e condizione, contribuire a questi cambiamenti, ma ciò richiede una metanoia: una conversione spirituale, culturale, mentale e morale che richiede trasformazioni nel nostro stile di vita rispetto, al consumo, alle abitudini, alle priorità.

Fin dalla pubblicazione di Laudato Sì, a giugno del 2015, sono stati compiuti innumerevoli sforzi a favore dell’ecologia integrale, molti dei quali in ambito ecclesiale.  Ma  secondo  tutti  gli  indicatori,  la  crisi  ambientale  è  notevolmente

peggiorata.

4 Papa Francesco. Discorso finale con occasione del II Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari, Santa Cruz de la

Sierra, Bolivia, luglio 2015.

problemi del nostro mondo e cercare soluzioni davvero efficaci”5. Si deve trattare di un dialogo autentico, cioè onesto e trasparente. Questo implica l’abbandono di tentativi a lasciarsi guidare da interessi particolari per aprirsi a una posizione basata sui principi che la dottrina sociale della Chiesa ha sempre proposto: solidarietà, sussidiarietà, impegno per il bene comune, destinazione universale dei beni, opzione preferenziale per i poveri e per la terra.

Questa nuova sintesi costituisce un campanello d’allarme per il mondo intero, per tutta l’umanità, ma allo stesso tempo suggerisce un orientamento socio-pastorale nuovo e dinamico per la Chiesa. La Chiesa deve comprendere le sfide che i singoli, le famiglie e i gruppi si trovano a dover affrontare nell’ambito di queste varie dimensioni; non possiamo proporre una guida spirituale e una cura pastorale se separiamo le persone da ciò che vivono e da come operano nelle condizioni naturali, economiche e sociali che affrontano.

Avrete già intuito la conseguenza fondamentale che deriva da tutto ciò che ho esposto finora: Laudato Sì significa conversione, in greco metanoia! Questa proposta comprende la vita (logos) della nostra casa comune (eco) come un sistema di relazioni interconnesse, del tutto personali, sociali ed ecologiche. Per essere in grado di collegarle armoniosamente, è necessaria una conversione personale, sociale ed ecologica (cfr. LS 210). Sì, l’abitudine di intendere noi stessi quali dominatori assoluti della natura deve assolutamente cambiare (di nuovo metanoia!), per arrivare a concepirci invece come parte della natura e suoi custodi. Abbiamo bisogno di cammini di conversione e di esodo.

Questi nuovi cammini aiuteranno a modificare i modelli economici basati sullo sfruttamento distruttivo e consentiranno di cambiare rotta per dirigersi verso modelli produttivi di tipo circolare.  Favoriranno, inoltre, il superamento dalla cultura del consumismo usa e getta, per passare a una cultura di austerità,6   per vivere in armonia con gli altri e con la creazione – buon vivere come viene chiamato da alcune popolazioni indigene – “passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che ‘significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare. È un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo di Dio. È liberazione dall’avidità e dalla dipendenza’” (LS 9, citando il Patriarca Ecumenico Bartolomeo).

Il Sinodo Amazzonico

Se continuiamo la nostra discesa dall’alto del globo verso il bacino amazzonico,

vediamo gradualmente distese meravigliose di acque verdi profonde e scintillanti, ma

5 Papa Francesco. Discorso su giustizia ambientale e cambiamenti climatici. 11 settembre del 2015.

6 Ignacio Ellacuria: una civiltà di povertà.

vediamo anche acque inquinate e terra bruciata, che può a malapena sostenere la vita, e villaggi abbandonati…

Un’esperienza assai intensa di Papa Francesco nell’attuazione del Concilio Vaticano II e nella realizzazione della riforma, è quella recente del Sinodo sull’Amazzonia7. Si tratta di un deliberato intento della Chiesa ad attuare la visione di Laudato Sì in questo cruciale ambiente umano e naturale. Per questa ragione, Papa Francesco ha chiamato il Sinodo sull’Amazzonia “un figlio di Laudato Sì”. È degno di nota, infatti, che nessun documento precedente dell’insegnamento papale sia stato trattato in modo esplicito in una successiva conferenza ecclesiale. Il Sinodo sull’Amazzonia è quindi la prima conferenza ecclesiale dedicata all’attuazione di una precedente enciclica.

Per poter applicare il valore di “integrale” all’Amazzonia, le sue specifiche condizioni richiedono “una scelta sincera per la difesa della vita, la difesa della terra e la difesa delle culture”8. Secondo l’Instrumentum Laboris “la Chiesa non può non preoccuparsi della salvezza integrale della persona umana, che comporta promuovere la cultura dei popoli indigeni, parlare dei loro bisogni vitali, accompagnare i movimenti e unire le forze per difendere i loro diritti” (143).

Il Sinodo è stato chiamato a individuare e definire nuovi cammini per la Chiesa e per l’ecologia integrale. Sotto la guida attiva dello Spirito Santo, il Sinodo si è concluso impostando e indicando l’orientamento di quattro dimensioni, fra loro connesse, della conversione come base di questi nuovi cammini.

La prima e più importane conversione è pastorale e richiede una spiritualità dell’ascolto (DF 20). La missione pastorale della Chiesa è, per sua natura, samaritana, misericordiosa, solidale (DF 22). La cultura di massa ha finito per nascondere la Chiesa a molti giovani: non crescono più nella fede attraverso il catechismo e i rituali, dalla loro infanzia. E semmai l’incontro con la Chiesa accade verosimilmente quando si trovano con credenti che condividono la loro urgente preoccupazione nei confronti della società e dell’ambiente, quindi l’apostolato sociale è cruciale per raggiungere i giovani.

La seconda conversione è culturale in due sensi: ovvero l’assimilazione culturale e lo scambio interculturale. Non è possibile impegnarsi con le persone, se non ci si impegna con la loro cultura, e non è possibile impegnarsi con la loro cultura se non la si rispetta profondamente. Per la Chiesa, consapevole del neo-colonialismo (DF 81), è molto importante impegnarsi in un dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale (DF 24), attraverso un chiaro processo di inculturazione (DF 56). La Chiesa si rivolge ad altre

tradizioni, quasi naturalmente, non tanto per parlare, quanto per ascoltare, per pregare

7 Amazzonia: Nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale. Documento finale in spagnolo, 25.10.2019. http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/10/ 26/0820/01706.html . D’ora in poi DF, e il numero del paragrafo.

8 Papa Francesco. Riunione con le popolazioni indigene dell’Amazzonia.

e, specialmente, per agire insieme, cercando di collaborare nella missione, piuttosto che per riunificare le confessioni.

La terza conversione – alla creazione – è ecologica o ambientale. L’ecologia è una sfida per la nostra fede cristiana, per la spiritualità e la giustizia, oltre ad essere un movimento pubblico e scientifico. Il Sinodo articola bene le dimensioni socio- ambientali dell’evangelizzazione (DF 74-79) e sollecita un approccio sociale all’ecologia che “che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (DF 66 che cita LS 49). La cura dell’Amazzonia richiede anche forme di sviluppo che siano giuste, solidali e sostenibili. E alla Chiesa chiede nuove risposte pastorali che allo stesso tempo siano integralmente ecologiche. E così la Chiesa accompagna i popoli in questo impegno e promuove l’ecologia integrale come parte della sua Dottrina Sociale.

Una proposta coraggiosa, che esemplifica l’integrazione ricercata, ha proposto “di definire il peccato ecologico come un’azione o un’omissione contro Dio, contro il prossimo, la comunità e l’ambiente. È un peccato contro le generazioni future e si manifesta in atti e abitudini di inquinamento e distruzione dell’armonia dell’ambiente. Si tratta di trasgressioni contro i principi di interdipendenza, di rottura delle reti di solidarietà tra le creature9  e di violazioni della virtù della giustizia” (FD 82). L’indifferenza verso la terra e verso i poveri è uno dei maggiori peccati di omissione del nostro tempo.

Un altro esempio assai pratico considera le Chiese e le organizzazioni ad esse collegate come istituzioni dell’economia e della società civile. In qualità di proprietari e datori di lavoro, abbiamo un’ulteriore responsabilità di contribuire all’ecologia integrale. E per questo i vescovi dichiarano: “Assumiamo e sosteniamo le campagne di disinvestimento delle compagnie estrattive legate ai danni socio-ecologici dell’Amazzonia, a partire dalle stesse istituzioni ecclesiali e anche in alleanza con altre Chiese” (DF 70).

Infine, la quarta conversione è sinodale, ed è diretta verso orizzonti di più profonda comunione e partecipazione inclusiva. Le sue radici risalgono al Primo Concilio di Gerusalemme10 e, attraversando tutti i Concili, si sono estese fino al Vaticano II. San Paolo VI volle fare della deliberazione conciliare una caratteristica regolare della vita della Chiesa, e per questo istituì il Sinodo dei Vescovi. Un sinodo è un’assemblea consultiva, convocata dal Papa o da un vescovo, per consigliare su un tema di interesse particolare a livello della Chiesa locale, regionale o universale. Richiede un processo

di coinvolgimento, ascolto reciproco, dialogo, consenso e comunione, preghiera e

9 Cfr. Catechismo della Chiesa cattolica. 340-344.

10 Atti degli Apostoli, 15.

discernimento spirituale. “Il discernimento comunitario permette di scoprire la chiamata che Dio fa sentire in ogni determinata situazione storica” (DF 90).

Negli ultimi quattro Sinodi a Roma, si è sviluppata una metodologia che ha permesso, durante la fase preparatoria, di coinvolgere maggiormente nell’ascolto riuscendo a raggiungere la cifra impressionante di 87.000 persone in Amazzonia.

Le pratiche sinodali di oggi, in evoluzione e sviluppo, sono foriere di una Chiesa più impegnata e vitale e per questo fine il Vaticano II ha tanto lavorato

NUOVE RETI ECCLESIALI REGIONALI

Red Eclesial Pan-Amazzonica (REPAM)

Red Eclesial Ecológica Mesoamericana (REMAM) (2016) Réseau Ecclésial du Bassin du Congo (REBAC) 2015

Asia Pacific Church Network (APEN)

Red Ecológica Integral del Cono Sur (REICOSUR)

AN EUROPEAN NETWORK OF THE ENCYCLICAL LAUDATO SI’

A NORTH AMERICAN NETWORK ON LAUDATO SI’

Conclusione

Per concludere il nostro viaggio – Vaticano II, Laudato Sì, Sinodo sull’Amazzonia e finalmente le reti ecclesiali nei diversi territori – invito voi tutti a visualizzare con la mente e con il cuore il nostro splendido globo, il nostro splendido pianeta azzurro, verde, marrone e bianco visto dallo spazio. All’inizio vediamo il tutto, poi volgiamo lo sguardo verso il centro dell’Amazzonia. Ed infine il nostro sguardo si posa sul nostro territorio. All’interno di ogni sguardo cerchiamo di non privilegiare la concentrazione di potere e di prosperità, bensì la nostra sensibilità e il nostro impegno, il nostro esodo e la nostra metanoia.

E il Sinodo conclude con una preghiera che possiamo fare nostra: “Che la vita piena che Gesù è venuto a portare nel mondo (cfr. Gv 10,10) possa raggiungere tutti, specialmente i poveri, e contribuire alla cura della ‘casa comune’” (FD 120).