Con l’intervento di Ernesto Diaco (Unesu) e di Paola Bignardi (Istituto Toniolo) si conclude il ciclo dei “mercoledì Fidae” sulla cura educativa

Fiducia: per Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, “se vogliamo educare i giovani alla fede dobbiamo anzitutto dare loro fiducia e aiutarli ad avere fiducia in se stessi. La scuola è decisiva ed è decisivo il modo in cui facciamo sentire loro che ci stanno a cuore”.

Intervenuto al webinar “I giovani e la fede oggi: quali parole per accendere una passione”, che questa sera ha concluso il ciclo dei mercoledì della Fidae dedicato alla “cura educativa” in tempo di pandemia, Diaco ha sottolineato: “I ragazzi non ricorderanno quello che abbiano detto loro, ma come si sono sentiti con noi a scuola”. Di qui l’importanza, come la Fidae ha dimostrato in questi mesi, di “restare aperti, non solo fisicamente ma nella relazione educativa”.

Con riferimento al “cammino sinodale che i vescovi italiani stanno avviando, rispondendo ad un invito del Papa ma anche delle nostre comunità”, Diaco, che sta seguendo l’Assemblea generale della Cei in corso fino a domani, ha osservato: “Non sappiamo ancora dove ci porterà; tuttavia questo cammino che coinvolge tutta la Chiesa italiana riguarderà ovviamente anche le scuole cattoliche: insegnanti, alunni, famiglie, personale non docente”.

Dopo avere indicato alcune parole chiave “che stanno emergendo da questo percorso: ascolto, conversione, accompagnamento, essenzialità, incontro”, l’esortazione conclusiva del direttore dell’Ufficio Cei: “Lasciamoci coinvolgere. Condividiamo insieme questo cammino sinodale per la Chiesa italiana ma anche per le nostre scuole”.