TESTI PER OGNI GIORNO: VIVIAMO L’ATTESA….

 

 

donaci la tua gioia e salvaci

con la venuta del tuo Figlio unigenito. Egli è Dio, e vive e regna con te,

 

16 Dicembre

Orazione

La coscienza della nostra colpa, o Padre, ci rattrista e ci fa sentire  indegni di servirti;

donaci la tua gioia e salvaci con la venuta del tuo Figlio unigenito. Egli è Dio, e vive e regna con te,  nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Non avrei  mai immaginato un’avventura così inedita il giorno  in cui iniziai il mio percorso.  E non avrei  mai immaginato di restare lì, nel punto più alto  del cielo, per  così tanto tempo, tanto da  esser guardata e osservata per  secoli e poter io, a mia volta,  osservare tanti volti  che nel tempo hanno  evoluto  linguaggio e modo  di vestire,  ma sono rimasti sempre  degli instancabili cercatori. Non so se hanno mai cercato me, ma di sicuro da quando mi hanno incontrato si sono sentiti chiamati a muovere i desideri verso uno zenit di luce. È successo, all’inizio del mio viaggio, ai tre saggi che scrutavano nel cielo qualche segno capace di dare letture inedite  a questo  mondo. È successo, lungo il mio splendere,  ad Agostino inquieto cercatore di un modo  di stare  al mondo  che sapesse  di cielo e non soltanto di terra. È successo, ancora, a Teresa che con il suo sguardo di inguaribile fanciullezza interiore ha saputo abbracciare il mondo  pronunciando nel silenzio il nome della Luce. Succede ancora oggi nelle strade come nelle case, nelle piazze come nelle chiese, negli oratori come nelle carceri, negli ospedali come nelle fabbriche… uomini e donne che cercano  una prospettiva inedita con cui guardare il mondo  e la vita. Come Marta che nella carezza del suo bambino ha trovato il senso del suo stare al mondo. O come Giacomo che nel suo guidare gli sguardi  tra le bellezze del creato ha scoperto un modo  per vestire  gli occhi di stupore. O come Alba  che ha fatto del suo sollevare Giuseppe dal suo letto nella casa di riposo del paese l’esercizio più bello per allenare il sorriso.  Non prospettive nuove, ma semplicemente una prospettiva dall’alto che sa far risplendere la bellezza di ognuno!

Dal Vangelo secondo Luca  (7,24-30)

Quando  gli inviati  di Giovanni  furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere  nel deserto? Una canna  sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose  e vivono  nel lusso stanno  nei palazzi dei re. Ebbene,  che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale  sta scritto:  “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno  più grande di Giovanni,  ma  il più piccolo  nel regno  di Dio è più grande di lui. Tutto  il popolo  che lo ascoltava, e anche  i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro».

Antifona

Spandete, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda il Salvatore! Non adirarti, Signore; non ricordarti più dei nostri peccati. Ecco, la città  del tempio è deserta, è deserta Sion, è devastata Gerusalemme, dimora della tua santità e della tua gloria, ove i nostri padri  hanno cantato le tue lodi.

17 Dicembre

Orazione

Dio creatore e redentore,

che hai rinnovato il mondo  nel tuo Verbo, fatto uomo nel grembo di una Madre  sempre vergine, concedi che il tuo unico Figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ci unisca a sé in comunione di vita. Egli è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Non è solo bagliore che rischiara, ma anche luce che smaschera, la mia. Nell’andare a scovare  nella  bisaccia  del cuore  degli  uomini  spezzoni di sogni  inespressi  da tagliare e cucire per dare al domani un abito nuovo, fatto su misura, in cui ciascuno si senta benedetto, mi è capitato a volte  di cercare  e trovare solo stracci  logori, consumati di invidia, raggrinziti da rabbia,  polverizzati dal tarlo dell’egoismo. All’inizio  dell’avventura ne  ho  incontrato uno  che  all’apparenza sembrava un re, ma  di regale  aveva  solo l’abito,  e smascherato dalla  mia  luce il suo cuore si è mostrato brigante ed ebbro  di sangue.  Davanti ai miei occhi la notte si è trasformata in pianto…  pianto di madri  che hanno  visto  strapparsi il fiore  dal grembo! Un pianto ripetuto in ogni lustro  di tempo e in ogni angolo  di terra, fino ai nostri  giorni! Piange il grembo di Puno e di Lagos, i cui bambini vengono  presto strappati dall’innocenza e fatti coltivatori di pasta di coca e caricatori di armi da Erode che non smette di spegnere i sogni di pace! Piange il grembo di Addis Abeba e di Damak, dove la fame stringe  il respiro  e le baraccopoli ammassano voci che chiedono  di essere riconosciute, smorzate da Erode  che ha bisogno  di caos per continuare ad accumulare profitto! Piange il grembo di Caivano e di Taranto, dove l’aria intrisa  di diossina e di arsenico  intossica le speranze  di domani,  avvelenate da Erode che col passar del tempo ha preso la specializzazione anche in ecomafie. Piange il grembo di Aleppo  e di Kabul su cui piovono  bombe  che portano via fatti futuri di luce, sganciate da Erode  che ne progetta la potenza di morte.  Piange il grembo dei tanti confini  del pianeta dove  il limite  si è trasformato in muro  ed Erode si nasconde  dietro per non vedere  e non sentire.

Vorrei asciugare tutte queste  lacrime… ma non ho mani, tu sì!

Dal Vangelo secondo Matteo          (1,1-17)

Genealogia  di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.

Abramo generò  Isacco, Isacco generò  Giacobbe, Giacobbe  generò  Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram,  Aram  generò  Aminadàb, Aminadàb generò  Naassòn, Naassòn  generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide  generò  Salomone  da  quella  che era  stata la moglie  di Urìa, Salomone generò   Roboamo,   Roboamo  generò   Abìa,  Abìa   generò   Asaf,  Asaf   generò Giòsafat,  Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm,  Ioatàm generò  Àcaz, Àcaz generò  Ezechìa, Ezechìa generò  Manasse,  Manasse  generò Amos, Amos generò  Giosìa, Giosìa generò  Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia,  Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò  Abiùd,  Abiùd  generò  Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò  Mattan, Mattan generò  Giacobbe,  Giacobbe  generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla  deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

Antifona

O Sapienza che esci dalla bocca dell’Altissimo, ti estendi ai confini del mondo,

e tutto disponi con soavità e con forza: vieni, insegnaci la via della saggezza.

18 Dicembre

Orazione

Oppressi a lungo sotto il giogo del peccato, aspettiamo, o Padre, la nostra redenzione; la nuova nascita  del tuo unico Figlio ci liberi dalla schiavitù antica.

Per il nostro  Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Nell’arco  del mio andare, di notte mi capita spesso di incontrare loro, quelli che permettono al mondo  di non spegnere il motore, uomini  e donne  che di notte tagliano e cuciono abiti nuovi… sognatori e sognatrici che rendono viva l’umanità e tengono in movimento la storia! Sognatori e sognatrici che non fanno solo “bla, bla, bla”, ma che nel cuore della notte ascoltano le intuizioni interiori e le trasformano in progetti.

Vedete quell’uomo? Quello  che ha fatto la strada tirando mulo  e futuro e, non avendo  trovato posto  nella locanda,  ha vestito di casa una stalla. È lui, stanotte, il rappresentante sindacale  di tutti i sognatori! Nel cuore della notte ha permesso alla Voce di mettergli in ordine  tra gli scaffali del cuore  i desideri  e le paure,  le rabbie   e  le  vergogne,  gli  entusiasmi  e  le  ritirate.  E  dall’armonia  di  ogni frammento  di  vita   ha  tirato  fuori   il  progetto:  ospitare  l’amore   e  la  vita! Quanti   Giuseppe  anche  stanotte  sogneranno! Quanti   uomini  e  donne  anche oggi passeranno la notte  a sistemare le cose del cuore per elaborare un progetto di vita felice. Da qui, dall’alto, è facile vederli! Mario, che sente stringersi il cuore al pensiero  di Alice, e stanotte vuole  trovare le parole  per  farle  la sua proposta d’amore. Carla, che sente le mani tremare mentre pensa alla richiesta del marito, di ricominciare a vivere insieme dopo il suo tradimento e deve ricostruire fiducia. Stefano, che sente la serenità farsi  spazio mentre sceglie di cambiare completamente vita,  per  farsi  capace  di  nuovi  percorsi.  Giada,  che  si sente infuocare il viso mentre scrive  la sua consacrazione a Dio, per partire e vivere nella missione alla periferia di Nairobi.  Uomini e donne che accendono stelle, che attivano nuovi processi  con cui rendere ancora la storia  capace  di accogliere e vivere una rivoluzione d’Amore.

Dal Vangelo secondo Matteo         (1,18-24)

Così fu  generato Gesù  Cristo:  sua  madre Maria,  essendo  promessa  sposa

di  Giuseppe,  prima  che andassero a vivere  insieme  si trovò  incinta  per  opera dello Spirito  Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò  di ripudiarla in segreto.  Mentre però stava considerando queste  cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore  e gli disse:  «Giuseppe, figlio  di  Davide,  non  temere di  prendere con  te  Maria,  tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito  Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà  il suo popolo  dai suoi peccati».

Tutto   questo   è  avvenuto  perché   si  compisse   ciò  che  era   stato  detto  dal Signore  per  mezzo del profeta: Ecco,  la  vergine concepirà e darà alla  luce  un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa  Dio con  noi. Quando  si destò  dal sonno, Giuseppe  fece come gli aveva  ordinato l’angelo  del Signore  e prese con sé la sua sposa.

Antifona

O Signore, guida della casa di Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto, e sul monte  Sinai gli hai dato  la Legge: vieni a liberarci con braccio potente.

19 Dicembre

Orazione (della Feria di Avvento del 19 dicembre)

O Dio che, con il parto della santa Vergine,hai rivelato al mondo  lo splendore della tua gloria, fa’ che veneriamo con fede viva e celebriamo con fervente amore il grande mistero dell’incarnazione.

Per il nostro  Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Di notte  sembra quasi  che tutto si fermi… Sembra quasi  che il sonno  diventi il  protagonista   assoluto   del    teatro   mondiale.  Ma    se   poteste   vedere! Quanti    laboratori illuminano le città!  Quante finestre lasciano  intravedere movimenti che non hanno  nulla di furtivo, ma che disegnano movimenti come di danza… Sono  i movimenti di Amos  che, nel suo forno,  sta  preparando il pane per  tutta  Betlemme. E le sue mani  si aprono per seminare farina,  la schiena  si piega  per dar  forza  all’impasto, le sue braccia  si stendono come  si stende  la pasta,   il  corpo  si  lancia  quando inforna la pagnotta. E poi, avvolto di orante silenzio, riempie  l’attesa col  profumo della  cottura fin  quando il  brunire  del pane  non lo avvisa  che è il tempo per prenderlo e offrirlo per la sazietà di molti. Quanti  laboratori di “pane” si attivano anche nelle notti  di oggi! Silvia, che fa il suo turno in ospedale  e cambia  la flebo, perché  Giorgia sia sazia di cura. Gianfranco, che  con  il  suo  camion   percorre  la   città    raccogliendo  casa   per   casa   la spazzatura, perché  al mattino siano  tutti sazi di bellezza. Franca,  che passa la notte  accanto a Bianca  nella  casa  di riposo,  perché  lei sia sazia di attenzioni. Isabel,  che  si è alzata  di  scatto e si è messa  subito  al  piano   per  dar   note all’ispirazione notturna,  per  farne   una  canzone  capace  di  saziare  la fame  di pace.  Lucio,  che  sta  attraversando  la  provincia  per  consegnare  i  giornali, perché   tutti possano   saziarsi  di  fresche   notizie.  Alberto,  che  fa  la  fila  per entrare nel mercato ortofrutticolo, per  caricare quei  prodotti che andranno a saziare la fame  di molti. Gaia, che si è svegliata di notte  per mettere accanto al comodino di Luca  il regalo  per  il suo quinto  compleanno. Quanti  laboratori di “pane”  che, ancora oggi, ci danno  la possibilità di non rimanere a digiuno,  ma permettono allo sguardo ed al cuore di nutrirsi di luce!

Dal Vangelo secondo Luca (1,5-25 – Vangelo  della Feria di Avvento del 19 dicembre)

Al  tempo di  Erode,  re  della  Giudea,  vi  era  un  sacerdote di  nome  Zaccaria, della  classe di Abia,  che aveva  in moglie  una  discendente di Aronne,  di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché  Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

Avvenne   che,  mentre Zaccaria   svolgeva   le  sue  funzioni  sacerdotali davanti al  Signore  durante il turno della sua classe,  gli toccò in sorte, secondo l’usanza del  servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore  per fare  l’offerta dell’incenso.   Fuori,   tutta   l’assemblea del   popolo   stava    pregando  nell’ora dell’incenso.  Apparve a  lui  un  angelo  del  Signore,  ritto alla  destra dell’altare dell’incenso.   Quando   lo  vide,  Zaccaria   si  turbò  e  fu  preso   da  timore.   Ma l’angelo  gli disse: “Non  temere, Zaccaria,  la tua  preghiera è stata  esaudita e tua  moglie  Elisabetta ti darà  un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza,  e molti  si rallegreranno della  sua  nascita,  perché  egli  sarà  grande davanti al  Signore;  non  berrà vino  né  bevande  inebrianti,  sarà   colmato  di Spirito   Santo   fin  dal  seno  di  sua  madre e  ricondurrà molti  figli  d’Israele  al Signore  loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito  e la potenza di Elia, per  ricondurre i cuori  dei padri  verso  i figli  e i ribelli  alla  saggezza  dei giusti  e preparare al Signore  un popolo  ben disposto”. Zaccaria  disse all’angelo:  “Come potrò mai conoscere  questo? Io sono vecchio e mia moglie  è avanti negli anni”. L’angelo   gli  rispose:  “Io  sono  Gabriele,  che  sto  dinanzi  a  Dio  e  sono  stato mandato a parlarti e a portarti questo  lieto annuncio.  Ed ecco, tu sarai  muto  e non potrai parlare fino al giorno  in cui queste  cose avverranno, perché  non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo”.

Intanto  il  popolo   stava   in  attesa  di  Zaccaria   e  si  meravigliava  per  il  suo indugiare nel  tempio. Quando poi  uscì  e non poteva parlare loro,  capirono che nel  tempio aveva  avuto   una  visione.  Faceva  loro  dei  cenni  e restava muto. Compiuti i giorni  del  suo  servizio,  tornò   a  casa.  Dopo  quei  giorni  Elisabetta, sua  moglie,  concepì  e si tenne  nascosta per  cinque  mesi  e diceva:  “Ecco che cosa  ha fatto per  me  il Signore, nei giorni  in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini”.

Antifona

O Radice di Iesse, che ti innalzi come segno per i popoli: tacciono davanti a te i re della terra,  e le nazioni t’invocano: vieni a liberarci, non tardare.

20 Dicembre

Orazione

Tu hai voluto, o Padre, che all’annuncio dell’angelo la Vergine  immacolata concepisse il tuo Verbo eterno, e avvolta dalla luce dello Spirito  Santo divenisse tempio della nuova alleanza: fa’ che aderiamo umilmente al tuo volere, come la Vergine  si affidò alla tua parola. Per il nostro  Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Solo  una  volta,  nel  corso  di  tutto il mio  viaggio,  mi  è capitato di  incontrare qualcuno davanti a cui mi sono sentita piccola  piccola. Era una giovane  donna. Una  ragazza   di  Nazareth.  Poteva   sembrare  una  giovane   come  tante,   ma qualcosa   la  rendeva  differente.  Custodiva luce!  Mi  sembrava  quasi   avessi trovato una  concorrente in terra! Io la vedevo!  Piena di una Voce che la stava rendendo laboratorio  di  cielo.  Toccata   dal  Sole  che  la  stava   plasmando a diventare centrale di tenerezza.  E si è ritrovata “astro  che splende”,  capace  di illuminare la  vita  di  Giuseppe,  capace  di  plasmare la vita  di quel  figlio  a cui avrebbe dato  nome Gesù, capace  di generare nuove vite da Cana fino ad Efeso. E, da allora, quell’astro non si è mai spento! Maria  ha  continuato e continua ad essere Stella  che convince,  che si fa  dimostrazione continua di come il Vangelo fatto casa  rende  stupenda ogni  cosa.  E la  Chiesa  si fa  riverbero  della   sua femminile testardaggine nel vedere  l’acqua  già  trasformata in vino. Maria  ha continuato e  continua ad  essere  Stella  che  guida,  che  insegna  come  il farsi discepoli accompagna a diventare apostoli.  E la Chiesa si fa riverbero della  sua credibile testimonianza  e  incredibile fede  nel  vedere   oltre   ogni  cosa  e  ogni volto  per  riconoscere i passi  della  Grazia.  Maria  ha  continuato e continua ad essere  Stella  che veglia,  che non smette di portare a compimento il mandato stesso  del  Figlio  ricevuto ai  piedi  della  croce:  “Donna,  ecco  tuo  Figlio”.  E la Chiesa si fa  riverbero dell’instancabile cura  di quella  maternità  universale che prende  con,  che  porta  verso,   che  tiene   per   mano   la  vita   di  ogni   figlio riconosciuto come  frammento di  sé, come  frammento di  luce,  come  piccole stelle  in potenza,  che hanno bisogno solo di bruciare d’Amore.

Dal Vangelo secondo Luca  (1,26-38)

Nel sesto mese, l’angelo  Gabriele  fu mandato da Dio in una città  della  Galilea, chiamata Nàzaret,  a  una  vergine,  promessa sposa  di  un  uomo  della  casa  di Davide, di nome Giuseppe. La vergine  si chiamava Maria. Entrando da lei, disse:

«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come  questo.  L’angelo  le disse: «Non temere,  Maria,  perché  hai trovato grazia presso  Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai  alla  luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà  chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà  il trono di Davide  suo padre e regnerà per sempre  sulla casa di Giacobbe  e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo:  «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito  Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.  Perciò colui che nascerà  sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua  parente, nella sua vecchiaia  ha concepito anch’essa  un figlio e questo  è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile  a Dio».

Allora  Maria  disse: «Ecco la serva  del Signore:  avvenga per me secondo  la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei.

Antifona

O Chiave di Davide, scettro della casa di Israele,

che apri, e nessuno può chiudere, chiudi, e nessuno può aprire:

vieni, libera l’uomo prigioniero, che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

21 Dicembre

Orazione

Esaudisci con bontà le preghiere del tuo popolo, o Padre, perché coloro che si rallegrano per la venuta del tuo Figlio unigenito nella nostra carne possano giungere  al premio  della vita eterna quando verrà  nella gloria.

Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Stare in alto  mi permette di accorgermi di tanti piccoli particolari che dal piano terra non sempre è così facile cogliere… perché spesso lo sguardo dal basso è come una livella che fa vedere tutto piatto. Anche quando piatto non è. Beniamino, per esempio, è un bambino spettacolare, con una creatività stupefacente! Basterebbe guardarlo giocare  per farsi germogliare il sorriso, per quanto gli basta poco per inventarsi un gioco che lo fa stare  lieto e libero  per ore. E quanto è bella Noemi, la sua mamma, mentre stende  i panni al sole e con la coda dell’occhio  lo guarda e sorride, fiera di quel frutto del grembo che vede ingegnarsi il da fare. Accadono tante di queste  meravigliose cose nel mondo! Accadono nel silenzio, nella feriale normalità che non  porta alla  notizia,  ma  che notizia  è! Dovremmo un po’ tutti andare a caccia di questi  fatti di luce silenziosi, non per battere le mani, ma per illuminare lo sguardo e rallegrare il cuore, per darsi ancora la possibilità di vedere il bene che come sole ogni giorno  sorge sulla storia  dell’umanità. E così Davide, seduto  al suo banco a scuola, oggi ha imparato con i regoli che 2+2 fa 4 e Linda, la maestra, sorride nel vederlo felice del risultato raggiunto! Come anche Fabiola, durante il suo primo match di tennis, ha messo a segno il suo primo ace e Franco, il suo allenatore, sorride  sotto i baffi fiero di lei! E così anche Giacomo, che oggi è andato a passeggiare con il suo papà e ha raccolto le ghiande per portarle a casa e, con mamma Francesca,  le pianterà in un bicchiere  per sperimentare la forza della natura.

Meravigliatevi di queste  piccole  meraviglie, stupitevi delle cose semplici  di cui il mondo  e immerso e ci sarà  sempre  un motivo per terminare la giornata con un pizzico di gratitudine!

Dal Vangelo secondo Luca  (1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò  Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito  il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu  colmata di Spirito  Santo ed esclamò  a gran  voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto  è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.  E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Antifona

O Astro che sorgi,

splendore della luce eterna, sole di giustizia:

vieni, illumina  chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

22 Dicembre

Orazione

O Dio, che vedendo l’uomo precipitato nella morte hai voluto  redimerlo con la venuta del tuo Figlio unigenito, concedi a coloro che confessano con pietà sincera la sua incarnazione di condividere anche la gloria del redentore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Dal cielo tutto appare diverso! Soprattutto, da questa prospettiva da cui guardo io, ogni frammento ritrova armonia all’interno di una storia  che come filo tiene cucito il passato col futuro, la memoria con il sogno, in quell’oggi che si fa evento. Tutto,  qua  giù, vedo  ormai  pronto per  la  nascita   del  Messia.  Cerco  di  stare ferma.  Di fissare  lo sguardo su quella  porta da cui Giuseppe  entra ed esce con un  fare  frenetico. Ma  non   posso   non   guardare  ogni   tanto  lì,  indietro  nel tempo… Vedo  Abramo con Sara, seduti  all’ingresso della loro tenda,  che mi guardano. Da quando quei tre  forestieri si sono seduti  alla loro tavola sembra che  il loro  sguardo si è fatto promessa.  Vedo  Mosè, ritto col suo bastone e i piedi nel mare,  che mi guarda. Da quando ha con sé quelle  tavole  ricevute sul Sinai, sembra che il suo passo  si è fatto scelta. Vedo Davide  e Betsabea, stesi sul letto  con la cetra  in mano,  che mi guardano. Da quando il peccato è stato guarito dal sorriso  di Salomone,  sembra che il loro cuore canti  salmi di pianto e di gioia. Ma  se mi  giro  dall’altra parte,  arrivo  a scorgere  il tempo spostato in avanti… Vedo  Teresa,  con il suo bagaglio di rughe  vissute,  che mi guarda. Da quando tra   le  strade  di  Calcutta  ha  fatto  la  vita   carezza,   si  è  scoperta matita  tra   le  mani   di  Dio.  Vedo   Karol,  con  le  sue  mille  e  più  miglia   nel contachilometri della vita. Da quando tra  le strade di Cracovia  e poi del mondo ha imparato ad alzare  la Voce e la Croce, è diventato maestro di felicità.  Vedo Piergiorgio, su quella  sua vetta su cui ha portato la vita.  Da quando le altezze sono la sua dimensione,  non smette di ripetere che “l’avvenire è nelle mani di Dio e meglio  di così non potrebbe andare”. Guardando a ciò che sta per accadere a Betlemme, penso proprio abbia ragione.

Dal Vangelo secondo Luca  (1,46-55)

In quel  tempo,  Maria  disse: «L’anima  mia  magnifica il Signore  e il mio  spirito esulta  in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi  chiameranno beata.  Grandi  cose  ha  fatto per  me l’Onnipotente e Santo  è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.  Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha  disperso  i superbi  nei  pensieri  del  loro  cuore;  ha  rovesciato i potenti dai troni,  ha  innalzato gli umili;  ha  ricolmato di  beni  gli  affamati, ha  rimandato i ricchi  a mani  vuote.  Ha soccorso  Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,  come   aveva    detto  ai   nostri    padri,    per   Abramo  e   la   sua discendenza, per sempre».

Antifona

O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci i popoli in uno,

vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra.

23 Dicembre

Orazione

Dio onnipotente ed eterno, contemplando ormai vicina la nascita  del tuo Figlio, rivolgiamo a te la nostra preghiera: ci soccorra nella nostra indegnità il Verbo che si è fatto uomo nascendo dalla Vergine  Maria e si è degnato di abitare in mezzo a noi.

Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Che strano accompagnare i pastori! Che strano solleticare il loro cuore ad alzarsi di notte, mettere in movimento il gregge  sfinito  dopo  una giornata di pascolo  e fidarsi  di una come me… che non ho voce se non il bagliore!  Ma tanto è bastato! Perché i pastori, rappresentanti sindacali  di tutti i semplici della terra, non hanno bisogno di discorsi, non hanno bisogno di un ritorno, non hanno bisogno di ricompense… ma seguono  l’istinto per il bene! E in quella  notte, in quella  notte in cui tutto ormai  era pronto per accogliere il Bambino,  il cui vagito  avrebbe bucato il buio di Betlemme e la cui voce avrebbe bucato le sordità di Israele, loro si fecero trovare disponibili,  pronti,  con la cintura ai fianchi  e la lucerna  accesa, appena fuori  dalla  porta di quella  stalla  nella cui mangiatoia, a breve, Maria  e Giuseppe avrebbero adagiato Gesù.

Mistero  possibile  solo ai semplici, quello  di Dio! Mistero  possibile  solo ai pastori di ogni tempo, che hanno  l’istinto per le cose di lassù e sanno leggere  i segni dei tempi per giungere  ad adorare il Signore della storia,  riversando briciole  di Luce con la loro vita.

È successo a Lucia, che ha investito Siracusa  con la sua fede salda. È successo a Francesco,  che ha investito Assisi con la sua passione  per la povertà. È successo ad Edith, che ha investito Auschwitz con la forza del suo pensiero.  È successo a Tonino, che ha investito Molfetta con il profumo della sua autenticità. È successo a Gianna, che ha investito Magenta con il suo scegliere la vita del grembo ad ogni costo e prima  di se stessa. È successo a Carlo, che ha investito Milano ed internet col suo entusiasmo giovane  per l’Amore.  E può succedere  a chiunque,  se ascolta la mia voce, voce di stella, voce di Luce, che risveglia  continuamente la voglia  di progettare felicità.

Dal Vangelo secondo Luca  (1,57-66)

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono  che il Signore  aveva  manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero  per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre,  Zaccarìa. Ma sua madre intervenne:  «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero:  «Non c’è nessuno  della  tua parentela che si chiami con questo  nome». Allora  domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste  cose.

Tutti  coloro  che le udivano,  le custodivano in cuor  loro, dicendo:  «Che sarà  mai questo  bambino?».

E davvero la mano del Signore era con lui.

Antifona

O Emmanuele, nostro  re e legislatore, speranza  e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro  Dio.

24 Dicembre

Orazione

Affrettati, non tardare, Signore Gesù: la tua venuta dia conforto e speranza a coloro che confidano nella tua misericordia. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Con la guida della stella

Una stella, in questi nove giorni, ha cercato di dirti che bucare  la notte è possibile! Una stella, che ti ha chiesto di guardarti, per scoprirti guardato con una tenerezza inaudita! Una  stella,  che ti  ha  raccontato fatti di verità e di carità che hanno trasformato molti in centrali di luce!

Mentre continuo il mio viaggio  nel tempo, ti auguro che questo  sia il tuo Natale, in  cui  decidere   di  bucare  la  notte della  paura!  Ti sei chiesto  in  questi  giorni com’è  possibile  vincere  la paura del giudizio  della  gente  o quella  del ritrovarsi mendicante di affetto! O dov’è possibile trovare il coraggio per vivere nella verità, anche  andando incontro all’incomprensione e alla  derisione,  o dov’è  possibile trovare la pace e la serenità per dire quella parola capace di rivoluzionarti la vita, rendendotela più vera!

Ti ho indicato un punto in cui, con la calma  di chi si ferma per fare un sospiro  e far posare  la sabbia  nelle acque  intorbidite dalle  tempeste della vita, meditare con il cuore,  traendo fuori  la bellezza  di cui sei disseminato, e custodire nella mente, depositando nel tesoretto delle memorie, ogni frammento di vita perché in qualsiasi momento tu possa farlo diventare frammento di luce, capace di sfamare la tua fame di senso e di speranza!

Mentre riprendo il mio cammino nel tempo, ti auguro che questo  sia il tuo Natale! Meravigliati di questa vita  che vivi, delle pagine  liete e di quelle meno luminose! Meravigliati dei doni del creato e delle mani che ti sostengono! Meravigliati delle forti palpitazioni, come anche delle ansie e trepidazioni! Meravigliati dei tuoi slanci di generosità, come anche dei tuoi freni rilasciati dal Perdono!  Meravigliati della tua preziosità,  anche se la vedi rivestita di miseria! E rendi grazie… Per ogni cosa che vedi, per ogni persona che incontri,  per ogni sofferenza che senti, per ogni peso che porti, per ogni sogno che nasce, per ogni follia che cogli, per ogni respiro che vivi! E se, ogni tanto, ti sentirai stanco… guarda il cielo e conta le stelle, perché chi le ha disegnate non verrà  meno alla sua promessa!

Dal Vangelo secondo Luca  (1,67-79)

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito  Santo e profetò dicendo:  «Benedetto il Signore, Dio d’Israele,  perché  ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri  nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri  padri  e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro  padre,  di concederci,  liberati dalle mani dei nemici, di servirlo  senza timore,  in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri  giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché  andrai innanzi al Signore  a preparargli le strade,  per dare  al suo popolo  la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro  Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno  nelle tenebre e nell’ombra di morte,  e dirigere i nostri  passi sulla via della pace».

ANTIFONA

 

E’ nato per noi un bambino,

un figlio ci è stato donato:

Il potere riposa sulle sue spalle :

il suo nome sarà messaggero

di un grande disegno.